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Visualizzazione dei post da 2016

Goldoni e la riforma del teatro

Consideriamo testo del "programma", quello da conoscere, insomma, perché oggetto di verifica orale i "Rusteghi", uno dei capolavori indiscutibili di Carlo Goldoni.  Dai i Rusteghi impariamo tante cose: la nascita del teatro borghese a Venezia, la prima città dotata di un'ampia classe borghese, l'importanza del carnevale. Sentiamo suonare la lingua venexiana, in un periodo in cui, sebbene nello Stivale le lingua letteraria sia da secoli il fiorentino, tuttavia la divisione politica rende perfettamente legittima la scrittura in volgare locale. 
Vediamo rappresentata nei Rusteghi (in scena per la prima volta al teatro di San Luca alla fine del Carnevale del 1760) come delle migliori pièce goldoniane la nostra natura in modo bonario ma impietoso. I "rusteghi" spiega Goldoni nelle sue Mémoires sono «uomini di rigida maniera ed insociabili, seguaci degli usi antichi, e nemici terribili delle mode, del divertimento e delle conversazioni del secolo». Gol…

Nel posto giusto nel momento sbagliato. I diari di Grace Elliot

La nobildonna e il duca (trailer)  - La nobildonna e il duca (trailer italiano)



Éric Rohmernome d'arte di Jean Marie Maurice Schérer (Tulle4 aprile1920 – Parigi11 gennaio2010), è stato un regista e critico cinematograficofrancese e uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague. Come molti altri registi del movimento, è stato critico cinematografico sui Cahiers du cinéma, sin dalla fondazione nel 1951. Dopo aver realizzato numerosi cortometraggi nel corso degli anni cinquanta, ha esordito nel lungometraggio nel 1959. La sua produzione si caratterizza per l'organizzazione programmatica della maggior parte dei suoi film in cicli (Sei racconti morali,Commedie e proverbiRacconti delle quattro stagioni). La nobildonna e il duca è un dei pochi film isolati, ma è esemplificativo della curiosità insaziabile del regista, che, a ottant'anni suonati, affronta il suo primo film girato in digitale.

COSTUME E MASCHERA DEL CAPITANO (http://www.kartaruga.it/)

Le braverie del Capitan Spavento Il costume del Capitano A sottolineare il suo carattere vanitoso contribuisce il costume sgargiante, perché a strisce gialle e rosse. Gorgiera, cappello piumato e una spada mai usata completano l’abito di scena. I colori dell’abito, inoltre, ricordano quelli dei lanzichenecchi. Il Capitano aveva solo raramente una maschera, molto simile a quella dello Zanni, dalla quale però si discosta per le sopracciglia corrucciate che gli conferiscono un’espressione più intimidatoria di quanto non facciano le sue parole. Il Capitan Spaventa di Andreini, però, non è sbruffone come il Capitan Matamoros o Capitan Fracassa: è una maschera colta, un sognatore che, come i mercenari dell’epoca, fatica a trovare il proprio posto nel mondo. Un uomo con un’enorme sete d’avventura, che però spesso non riesce più a vedere la differenza tra realtà e sogno. Quello che, in fondo, capita anche al Tony di Parnassus, che indossa proprio questa maschera

Galileo quiz

Vita di Galileo Galilei

1611

La morte di Clorinda

Galleria opere di Gaetano Lapis (Fondazione Zeri UniBO)


Il combattimento di Tancredi e Clorinda: naturalmente c'è anche un madrigale di Claudio Monteverdi sul testo del Tasso (per soprano, Clorinda e due tenori, testo e Tancredi). Composta nel 1624, commissionata da Girolamo Mocenigo in occasione del carnevale, fa parte dell'Ottavo libro di madrigali guerrieri et amorosi pubblicato nel 1638. Il dramma riprende le vicende narrate nel canto XII della Gerusalemme liberata, in cui il cavaliere cristiano Tancredi, innamorato di Clorinda, guerriera musulmana, viene costretto dalla sorte a battersi in duello proprio con lei e ad ucciderla. In punto di morte Clorinda si converte e, battezzata, affronta con serenità il trapasso: S'apre il cielo; io vado in pace.



TEMI E TRAME DELLA PROPAGANDA NELL'ETA' DI AUGUSTO. (La città delle frottole - Quartiere Latino)

Da' un'occhiata a quello che è stato pubblicato sulla Città delle frottole - Quartiere Latino: TEMI E TRAME DELLA PROPAGANDA NELL'ETA' DI AUGUSTO: I valori di cui il regime si faceva portatore erano quelli del così detto mos maiorum, il costume degli antenati: - la Pace - la grandezza di...

Gerusalemme Liberata Canto VI - Erminia

vedi su torresani.edu Erminia, fingendosi Clorinda di cui ha preso le armi, esce dalla città per recarsi all'accampamento cristiano. Consapevole dei pericoli che corre, chiede allo scudiero che l'accompagna di anticipare a Tancredi il suo arrivo. Mentre attende impaziente il ritorno del suo fedele, contempla il cielo stellato e le tende in cui vive il cavaliere da lei segretamente amato.
Era la notte, e 'l suo stellato velo
chiaro spiegava e senza nube alcuna,
e già spargea rai luminosi e gelo
di vive perle la sorgente luna.
L'innamorata donna iva co 'l cielo
le sue fiamme sfogando ad una ad una,
e secretari del suo amore antico
fea i muti campi e quel silenzio amico.

Poi rimirando il campo ella dicea:
- O belle a gli occhi miei tende latine!
Aura spira da voi che mi ricrea
e mi conforta pur che m'avicine;
così a mia vita combattuta e rea
qualche onesto riposo il Ciel destine,
come in voi solo il cerco, e solo parmi
che trovar pace io possa in mezzo a l'arm…

La Gerusalemme liberata

Gucciardini e il tramonto del Rinascimento

La Mandragola e il teatro nel Cinquecento

Nel Cinquecento, grazie al recupero e alla traduzione nelle diverse lingue volgari, da parte degli umanisti di numerosi testi classici greci e latini, sia testi teatrali come le commedie di Plauto e Terenzio e le tragedie di Seneca, sia opere teoriche come la Poetica di Aristotele (tradotta per la prima volta in latino dall'umanista Giorgio Valla nel 1498) il Teatro tornò ad avere un ruolo centrale nel panorama culturale italiano ed europeo
I nuovi generi furono la commedia, la tragedia, il dramma pastorale; si continuò comunque anche nella tradizione medievale della Sacra rappresentazione che ebbe numerosi esponenti anche nel corso del Rinascimento.

Per le rappresentazioni, inizialmente ospitate nei saloni e nei giardini, nella seconda metà del secolo vengono costruiti i primi teatri di cui sono mirabili esempi: il Teatro Olimpico di Vicenza (1580) progettato dall'architetto Andrea Palladio, il primo e più antico teatro stabile coperto dell'epoca moderna. e il cosiddetto…

La mandragola nel Novecento

La Mandragola è un film del 1965 diretto da Alberto Lattuada con protagonisti Rosa Schiaffino e Philippe Leroy.  La trama è esattamente la stessa della commedia teatrale, sebbene vi siano state aggiunte delle scene o le stesse siano state rese in maniera differente rispetto al corpus originario. Vedi maggiori dettagli su https://it.wikipedia.org/wiki/La_mandragola_(film_1965)




La mandragola; regia di Roberto Guicciardini; musiche e canzoni Benedetto Ghiglia. Storica rappresentazione messa in onda dalla RAI nel 1978.




MANDRAGOLA
Callimaco- Chi è quel che mi vuole? Messer Nicia- Bona dies, domine magister. Callimaco- Et vobis bona, domine doctor. Ligurio- Che vi pare? Messer Nicia- Bene, alle guagnele! [...] Callimaco- Egli è la verità; ma, a volere adempiere el desiderio vostro, è necessario sapere la cagione della sterilità della donna vostra, perché le possono essere più cagione: nam cause sterilitatis sunt: aut in semine, aut in matrice, aut in instrumentis seminariis, aut in virga, aut in caus…

Machiavelli: vita e opere minori

L'epistolarioIl Principe Notevole montaggio realizzato dagli alunni del Liceo Scientifico di Altamura utilizzando frammenti di Bignomi, di fiction televisive  e video originali


La mandragola (treccani.it) Sin dai primi anni del Cinquecento inizia una vera e propria produzione teatrale in lingua volgare. Destinatario è il pubblico delle corti, gli spettacoli sono allestiti in sale adattate per l’occasione durante feste o celebrazioni particolari. Nel 1518, Machiavelli scrive la Mandragola, a pochi anni dai primi esperimenti di Ariosto (La Cassaria del 1508 e I Suppositi del 1509) e del Bibbiena (La Calandria del 1513). L’opera, che fu rappresentata in occasione delle nozze di Lorenzo de’ Medici, il duca di Urbino, nipote del Magnifico, ebbe molto successo e venne pubblicata e replicata numerose volte.
TRAMA Il giovane e ricco Callimaco, tornato da Parigi a Firenze si serve dell’aiuto del parassita Ligurio per sedurre la bella e casta Lucrezia. Ligurio ha l’idea di sfruttare la stup…

"Che altri si vantino delle pagine che hanno scrit...

"Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto..: se sei d'accordo anche tu inserisci nel file ilibri che ho letto quest'estate e inizia a raccontare. E se sei bravo collabora con l'Atlante digitale del '900 letterario


Ariosto e l'Orlando furioso

Edonismo rinascimentale

I'mi trovai fanciulle

Petrarca Alcuni sonetti del canzoniere

Sei sonetti di Francesco Petrarca letti dalla voce di Nazzareno Luigi Todarello

Dante nella “Commedia”: doppio ruolo, duplice scopo

Il testimone/autore che ha “visto”, “compreso” e rende lode e il pellegrino/personaggio che indica la “strada” percorrendola insieme al lettore. di Claudio Mengarelli 

Nel periodo che segue la morte di Beatrice, Dante ha un “profondo smarrimento” che lo porta a riflettere sul senso della vita. Utilizza, quindi, la figura retorica dell’allegoria, con la quale un concetto viene evidenziato attraverso un'immagine che ne “sintetizza/illustra” il senso, per produrre un'opera in cui esprime le sue idee le sue riflessioni e la sua visione del mondo. Visualizza tutto questo come un viaggio di sette giorni, attraverso i tre Regni metafisici, a cui si rifà la teologia Cristiana, per inquadrare la vita ultraterrena, in attesa del Giudizio Universale: Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Il suo è un viaggio di salvezza che conduce dall’oscurità alla luce, dallo smarrimento (la selva oscura), alla comprensione degli errori compiuti, dal male al bene, dalla bestialità dell’uomo (le tre fiere …
Non so se su Wikipedia tutti i canti saranno trattati così. Comunque la presentazione del XXVI canto, il Canto di Ulisse è impeccabile. Però sapere tutto, le note, le interpretazioni, le possibili redazione alternative del testo è poca cosa. In questo canto XXVI è il significato di secondo livello, l'archisema il messaggio insomma quello che conta.
E per trasmetterlo non basta la sapienza: serve un attore. (E poi bisogna leggere)


questa è invece la Lettura perfetta di Vittorio Gassman

Ulisse viene condannato per motivi sia politici che morali:
Insieme a Diomede, con l'inganno convinse Achille a guerreggiare contro i troiani, inducendolo ad abbandonare la sposa Deidamia, che morì di crepacuore;Escogitò l'inganno del cavallo per conquistare Troia (Dante accetta la leggenda di Virgilio secondo cui i romani sono discendenti di Enea profugo di Troia);Ulisse e Diomede rubarono alla città sconfitta il Palladio (statua di Atena), mostrando così il loro disprezzo per le cose sacre;…

Decameron oggi

In molti hanno provato a interpretare, adattare semplificare l'opera di Giovanni Boccaccio.
Gli ultimi sono stati, nel 2014 i Fratelli Taviani con il loro Meraviglioso Boccaccio. Trattasi di film di che dell'opera di Boccaccio metteva in rilievo soprattutto la cornice aristocratica, insistendo su una castità dei dieci narratori che francamente non ho mai riscontrato nel'opera di Boccaccio.
Pasolini, nel 1970, aveva fatto un lavoro opposto: aveva girato un film meno boccaccesco che "pasoliniano" nello stile e nei temi; aveva espunto la cornice borghese, perché in nelle opere migliori di Pasolini si ragiona intorno alla purezza-impura del popolo, eppure, nella sua riscrittura, il poeta di Casarsa risulta più rispettoso dell'opera di Boccaccio di quanto non lo siano stati i tanti registi che avevano come bussola il rispetto del Decameron. Una cosa simile, mi duole ammetterlo, l'ha fatta Aldo Busi quando ha tradotto il Decamerone in italiano contemporaneo, …

La vita è bella?

Siete nati nel 1999, quindi il dibattito intorno al film di Benigni "la vita è bella" non l'avete vissuto. Questa pagina vi può dare un'idea delle opinioni variegate che un film tanto spiazzante ha suscitato con la sua uscita.
http://www.deportati.it/filmografia_documenti/benigni_indice.html
Fino alla premiazione degli Oscar, che ha proiettato il film è il suo autore nella generale approvazione, in Italia, ve ne accorgerete leggendo, non sapevamo che pensare? È giusto parlare del male assoluto attraverso un'opera di intrattenimento? Perché il cinema è in ogni caso intrattenimento anche quando a muoversi non è un comico ma il più autore di tutti registi, Steven Spielberg

Testo argomentativo sul Decameron

"“Il Decameron fissa un livello stilistico tale per cui le novelle, ossia racconti realistici, diventano un puro intrattenimento, degno di un pubblico di aristocratici e di uomini colti"
Composizione guidata:

La tesi di Auerbach afferma due cose: che il Decameron era apprezzato da un pubblico colto e che per la prima volta un pubblico colto apprezzava il genere della novella (che è l’antesignana dei moderni romanzi). Per validare la tesi, in questo saggio ci si concentra su tre argomenti:
1) Lo stile 2) I narratari 3) L’atmosfera della cornice

1.1 Riguardo al livello stilistico si può dire che il Decameron è..:

1.2 Lo stile di Boccaccio è…… (si parla delle simmetrie nella struttura, ordine delle parole della frase… i periodi e si fanno esempi)

1.3 Il ruolo della prosa nel Trecento… (Era per specialisti. Fare esempi di opere in prosa: de Vulgari eloquentia, prosa scientifica o teologica in latino vista all’inizio dell’anno, libri di Storia p.243)

1.4 Il ruolo…