giovedì 25 febbraio 2016


Non so se su Wikipedia tutti i canti saranno trattati così. Comunque la presentazione del XXVI canto, il Canto di Ulisse è impeccabile.
Però sapere tutto, le note, le interpretazioni, le possibili redazione alternative del testo è poca cosa. In questo canto XXVI è il significato di secondo livello, l'archisema il messaggio insomma quello che conta.

E per trasmetterlo non basta la sapienza: serve un attore. (E poi bisogna leggere)



questa è invece la Lettura perfetta di Vittorio Gassman

Ulisse viene condannato per motivi sia politici che morali:
  • Insieme a Diomede, con l'inganno convinse Achille a guerreggiare contro i troiani, inducendolo ad abbandonare la sposa Deidamia, che morì di crepacuore;
  • Escogitò l'inganno del cavallo per conquistare Troia (Dante accetta la leggenda di Virgilio secondo cui i romani sono discendenti di Enea profugo di Troia);
  • Ulisse e Diomede rubarono alla città sconfitta il Palladio (statua di Atena), mostrando così il loro disprezzo per le cose sacre;
  • Rinunciò all'affetto paterno per il figlio, alla pietà filiale per il padre, all'amore doveroso per la moglie, semplicemente per inseguire sogni di avventura, al fine di "divenir del mondo esperto / e de li vizi umani e del valore"(XXVI, 97-99);

Ulisse è una specie di specchio negativo di Dante. Dal punto di vista della conoscenza, entrambi sono degli eroi, degli scopritori. Tuttavia Dante è, per così dire, un esploratore approvato da dio, mentre Ulisse è un temerario che osa imporre la propria volontà agli dèi. La presunzione umana rappresenta un inconcepibile sovvertimento dell'ordine dell'universo, e come tale è una forma di "follia". Infatti, l'aggettivo folle, Dante l'aveva riservato anche a se stesso, nel canto II
Perse la vita perché tentò una folle impresa, che mai nessuno aveva rischiato: quella di costeggiare l'Africa sino alla punta estrema. Ma Dio non lo punì con l'Inferno per la sua audacia, che lo stesso Dante ammira: Dante non è l’anti-Ulisse. Dante è un Ulisse cristianizzato che fa un viaggio non meno “folle” di quello dell'eroe greco. il folle volo del poeta toscano è la scrittura del libro stesso. che però egli vuol far risultare autorizzato da dio








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