venerdì 13 gennaio 2017

La rivoluzione francese - Cronologia del terrore


26 Luglio 1794 *** 8 Termidoro Anno II
LA CONVENZIONE:

- Violento discorso di Robespierre per reclamare la punizione dei “traditori” e l’epurazione del Comitato di Salute Pubblica e del Comitato di Sicurezza Generale. La C.N.,terrorizzata, vota, in un primo tempo, a favore del discorso, ma i deputati Billaud-Varenne e Cambon contrattaccano e Robespierre, ancora una volta, rifiuta di indicare i nomi di quelli di cui domanda la testa. La C.N. ritira il suo voto iniziale e rinvia l’esame del discorso di Robespierre ai Comitati in questione.



27 Luglio 1794 *** 9 Termidoro Anno II
LA CONVENZIONE:

- E’ la resa dei conti. Gli eventi precipitano, la C.N. si scuote dai timori che avevano frenato le sue iniziative e vota per l’arresto immediato di Robespierre, di suo fratello Augustin, di Saint-Just, di Couthon e di Lebas.


31 Luglio 1794 *** 13 Termidoro Anno II
Terminano le esecuzioni di massa. In un mese e mezzo sono state eseguite 1306 esecuzioni. La media e’ stata di circa 30 persone al giorno, ma in alcuni casi, la ghigliottina si e’ avvicinata a punte di quasi 100 decapitazioni.
Ora la macchina verra’ smontata e nuovamente trasferita in Place de la Revolution, lato sud-ovest.
Un macello del genere, senza precedenti nella storia della Rivoluzione, ha comportato seri problemi per lo smaltimento dei cadaveri. Durante la permanenza della ghigliottina in Place du Trone Renverse, una fila interminabile di carrette ha fatto la spola tra il patibolo e la fossa del Picpus lasciandosi dietro una scia sanguinosa.
Si racconta anche (ma forse non e’ vero) che il boia Sanson ed i suoi figli, in questa occasione, abbiano battuto il record, poco invidiabile, di 12 esecuzioni in 13 minuti.


5 Agosto 1794 *** 18 Termidoro Anno II
Le porte delle carceri si spalancano lasciando liberi migliaia di sospetti contro i quali non risultano accuse specifiche.
La reazione popolare alla caduta di Robespierre e’ stata immediata e corale; la gente era ormai stanca di una virtu’ repubblicana fondata sulla ghigliottina.
Nei giorni che seguono i festeggiamenti diventano frenetici: si balla e si canta ovunque, compreso le prigioni ed i cimiteri.
Vengono organizzati i balli delle vittime dove chiunque abbia avuto un ghigliottinato in famiglia puo’ partecipare gratis e mangiare a sazieta’.
Robespierre detestava i balli e li riteneva immorali; quando proprio non poteva vietarli ne limitava la durata dalle ore 16,00 alle 23,00.



31 Luglio 1794 *** 13 Termidoro Anno II
Terminano le esecuzioni di massa. In un mese e mezzo sono state eseguite 1306 esecuzioni. La media e’ stata di circa 30 persone al giorno, ma in alcuni casi, la ghigliottina si e’ avvicinata a punte di quasi 100 decapitazioni.
Ora la macchina verra’ smontata e nuovamente trasferita in Place de la Revolution, lato sud-ovest.
Un macello del genere, senza precedenti nella storia della Rivoluzione, ha comportato seri problemi per lo smaltimento dei cadaveri. Durante la permanenza della ghigliottina in Place du Trone Renverse, una fila interminabile di carrette ha fatto la spola tra il patibolo e la fossa del Picpus lasciandosi dietro una scia sanguinosa.
Si racconta anche (ma forse non e’ vero) che il boia Sanson ed i suoi figli, in questa occasione, abbiano battuto il record, poco invidiabile, di 12 esecuzioni in 13 minuti.




5 Agosto 1794 *** 18 Termidoro Anno II
Le porte delle carceri si spalancano lasciando liberi migliaia di sospetti contro i quali non risultano accuse specifiche.
La reazione popolare alla caduta di Robespierre e’ stata immediata e corale; la gente era ormai stanca di una virtu’ repubblicana fondata sulla ghigliottina.
Nei giorni che seguono i festeggiamenti diventano frenetici: si balla e si canta ovunque, compreso le prigioni ed i cimiteri.
Vengono organizzati i balli delle vittime dove chiunque abbia avuto un ghigliottinato in famiglia puo’ partecipare gratis e mangiare a sazieta’.
Robespierre detestava i balli e li riteneva immorali; quando proprio non poteva vietarli ne limitava la durata dalle ore 16,00 alle 23,00.



1 Ottobre 1794 *** 10 Vendemiaio Anno III
Violenti scontri, nelle sezioni parigine, tra i fautori e gli avversari del Terrore.
Mentre i poveri si azzuffano la fame resta una costante della Rivoluzione.
Mancando di cibi piu’ sostanziosi, un operaio addetto ai lavori pesanti dovrebbe disporre almeno di 2 libbre di pane al giorno (3400-3600 calorie); all’inizio dell’anno la razione media era di una libbra ed i questi ultimi giorni e’ stata ulteriormente ridotta a 250 grammi.
Intanto l’inflazione corre: i prezzi dei beni di prima necessita’ sono il doppio di quelli del 1789.

- Il costo del pane si aggira intorno ai 4 soldi la libbra,
- Una libbra di bue o di montone costa 14 soldi,
- una libbra di vitello 15 soldi,
- una libbra di maiale fresco 15 soldi,
- una libbra di maiale salato 1 lira.

giovedì 29 dicembre 2016

Goldoni e la riforma del teatro



Consideriamo testo del "programma", quello da conoscere, insomma, perché oggetto di verifica orale i "Rusteghi", uno dei capolavori indiscutibili di Carlo Goldoni.  Dai i Rusteghi impariamo tante cose: la nascita del teatro borghese a Venezia, la prima città dotata di un'ampia classe borghese, l'importanza del carnevale. Sentiamo suonare la lingua venexiana, in un periodo in cui, sebbene nello Stivale le lingua letteraria sia da secoli il fiorentino, tuttavia la divisione politica rende perfettamente legittima la scrittura in volgare locale. 

Vediamo rappresentata nei Rusteghi (in scena per la prima volta al teatro di San Luca alla fine del Carnevale del 1760) come delle migliori pièce goldoniane la nostra natura in modo bonario ma impietoso. I "rusteghi" spiega Goldoni nelle sue Mémoires sono «uomini di rigida maniera ed insociabili, seguaci degli usi antichi, e nemici terribili delle mode, del divertimento e delle conversazioni del secolo». Goldoni nelle sue analizza ogni volta un carattere. Quello del rustego è il carattere della maschera di Pantalone, mercante veneziano, padre di famiglia brontolone, accorto quando non avaro. In questa commedia però Goldoni ne mette in scena ben quattro, ognuno dei quali conserva una forte individualità. 
Sul piano linguistico il dialogo brioso e spumeggiante delle donne (anche loro interessate al proprio "particulare" ma costrette a coalizzarsi) si contrappone a quello cupo e iroso degli uomini. 
I rusteghi mette in scena lo scontro tra il nuovo e l'antico, tra una concezione di vita rigida e una più moderna, fondata sul dialogo e sulla reciproca comprensione. E viene affrontato anche il nodo dell'educazione dei figli e del matrimonio, un tempo sottoposti alla tirannica autorità paterna, ora - in sintonia con le prospettive dell'illuminismo - poggiati sull'amore e sul rispetto. (sembra un copia-incolla dal postdi Terenzio vero?)

Sarà in Veneziano, sarà in bianco e nero, ma l'allestimento pensato da Cesco Baseggio e Italo Alfaro per la RAI è ancora molto piacevole. Venne trasmesso sul Programma Nazionale il 27/11/1964.
Tenete d'occhio Filippetto: l'attore è Willy Moser. Avete presente chi è?

Per l'analisi accurata del testo compilate una scheda come questa durante la visione della commedia





La Locandiera è il classico goldoniano più rappresentato, non fosse altro perché è il testo più brillante di quelli scritti in fiorentino. La trama va conosciuta, perché è parte della Storia della letteratura italiana. Interessante è anche il "Servitore di due padroni", che ancora mette in scena, insieme agli attori moderni un protagonista in maschera.
Lo sapevate che a Venezia era consentito girare in maschera anche fuori dal periodo di Carneval? no? allora avete davvero bisogno di fare un tuffo nel teatro di Goldoni!

venerdì 23 dicembre 2016

Nel posto giusto nel momento sbagliato. I diari di Grace Elliot

La nobildonna e il duca (trailer)  - La nobildonna e il duca (trailer italiano)



Éric Rohmernome d'arte di Jean Marie Maurice Schérer (Tulle4 aprile 1920 – Parigi11 gennaio 2010), è stato un regista e critico cinematografico francese e uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague.
Come molti altri registi del movimento, è stato critico cinematografico sui Cahiers du cinéma, sin dalla fondazione nel 1951. Dopo aver realizzato numerosi cortometraggi nel corso degli anni cinquanta, ha esordito nel lungometraggio nel 1959. La sua produzione si caratterizza per l'organizzazione programmatica della maggior parte dei suoi film in cicli (Sei racconti morali,Commedie e proverbiRacconti delle quattro stagioni).
La nobildonna e il duca è un dei pochi film isolati, ma è esemplificativo della curiosità insaziabile del regista, che, a ottant'anni suonati, affronta il suo primo film girato in digitale.