lunedì 29 settembre 2014

L'Europa feudale


Quando Carlo e poi Ludovico, Lotario e gli altri discendenti cinsero le corone imperiali non sciolsero gli antichi regni: Il Regno dei franchi era diviso in tre reami: Austrasia, Neustria, Borgogna a cui si aggiungeva l'Aquitania, da sempre regione autonoma. Poi c'era il il più prestigioso di tutti, il Regno d'Italia, i cui sovrani, da Teoderico a Napoleone, portavano sul capo la leggendaria corona ferrea. Carlo aveva strappato il Regno d'Italia ai Longobardi, ma esso mai sarà fuso con i Regni Franchi
Dunque l'Impero non fu concepito come una somma di regni ma come una realtà superiore che li univa, senza annullare le differenze etniche.

In questo quadro articolato i territori furono suddivisi in ca. 500 distretti: 
  • Contee, governate dai Conti, che in nome, del Re dovevano risolvere i problemi giudiziari, politici e amministrativi (dovevano tenere almeno tre placiti l'anno). Essi inoltre dovevano allestire e condurre l'esercito della contea. 
    Nel Regno d'Italia e in Francia la sede dei conti era generalmente una città, in Germania furono riuniti più villaggi e cantoni.
    Spesso già ai tempi di Carlo furono investiti dell'onore comitale i Vescovi.
  • Marche, governate dai Mangravi, funzionavano come le contee, ma essendo poste ai confini del Regno erano più grandi per avere eserciti più forti
  • Ducati, retti dai Duchi, erano contee che mantenevano il vecchio titolo longobardo. Erano diffusi soprattutto in Italia e il Baviera. 
  • Le terre demaniali ossia di proprietà  personale de re e della sua famiglia erano gestite dai Vassi dominici, che erano conti, abati e vescovi che governavano le terre di proprietà personale del re e accanto alla carica pubblica aggiungevano l'onore dell'omaggio vassallatico. 
Il sistema dell'omaggio vassallatico veniva replicato anche negli strati inferiori e presto al legame personale tra due persone si aggiunse la concessione di un elemento materiale detto Beneficium (o feudo): un conte poteva così concedere dei feudi a propri vassalli.Teoricamente i rapporti tra i conti e il sovrano erano esclusivamente personali. Alla morte di  uno dei due la Contea o il feudo veniva devoluta al Re e l'accordo andava ricontrattato. Nella prassi però contee e feudi vennero progressivamente considerati proprietà dei beneficiari.
Nell'877 Carlo il Calvo riconobbe l'ereditarietà dei Feudi maggiori, ma fu solo il primo passo. La Constitutio de Feudis del 1037 sancì l'ereditarietà dei feudi minori anche sul piano legale.



1066 La battaglia di Hastings


"Il 1066 fu un anno indimenticabile: La Dieta di Trebur riconobbe i diritti del giovane principe Enrico e nel nord Guglielmo il Bastardo confermò il nuovo agnomen sulle bianche spiagge di Hasting, a spese dell'anima miscredente di Aroldo del Wessex."

[Tapisserie de Bayeux]


Recensito il 23 agosto 2014 tramite dispositivo mobile

Una delle più belle cose che ho visto nella mia gita in Normandia. Merita assolutamente di essere visto. Un tuffo nella vita e negli usi e costumi del Medioevo. Bayeux è da visitare quantomeno per la Tapisserie. Un arazzo di 70 metri dell'XI secolo che ripercorre su tela di lino finemente ricamata in lana la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo the Bastard detto poi il Conquistatore.


Visitato a Agosto 2014



L’Arazzo di Bayeux (che in realtà è un ricamo di fili di lana tinta sopra una tela di lino) è così famoso, ma così famoso che lo conoscevamo pure noi. Ve lo ricordate il Turoldus della Chanson de Roland, vero?

Il racconto a vignette con qualche didascalia di commento risulta tanto innovativo sul piano grafico da suscitare da esso stesso l’ammirazione; eppure all’interesse dell’opera stessa bisogna aggiungere l’abbondanza di dati informativi da essa recata, sia a proposito delle vicende e dei personaggi, sia su non pochi aspetti della vita quotidiana all’epoca della conquista dell’Inghilterra capeggiata da Guglielmo il Conquistatore.

Venne realizzato verosimilmente, dietro ordine del fratellastro di Guglielmo, Odon de Conteville, allora vescovo di Bayeux per essere esposto ogni anno nella navata della cattedrale 

Innumerevoli studi sono stati dedicati ai vari aspetti dell’opera, quali la legittimità delle pretese di ognuno dei due eroi, alcuni tratti del racconto, l’identificazione dei personaggi di secondo piano, le risorse di questo "servizio" dell’XI secolo; vengono anche messi a confronto il lavoro del ricamo con quello scultoreo e miniaturistico di quell’epoca. Non manca qualche interpretazione fantasiosa, come il discutere, continuamente e poco seriamente, sull’autenticità di un’opera che comunque tiene per sé qualche segreto, come quelle misteriose scenette ricamate nel registro inferiore, fungenti da contrappunto al racconto principale.


domenica 28 settembre 2014

Teatro Greco

Noi studiamo questo teatro in funzione della Letteratura latina, quindi possiamo evitare di addentrarci nei dettagli, tuttavia è bene sapere che ci sono quattro ipotesi sulla nascita della tragedia greca: 1) sviluppo naturale dalle forme preeesistenti alla drammaturgia, quindi dall'Epica alla Lirica, prima monodica e poi corale. 2) Ipotesi Dionisiaca. 3) Ipotesi Eroica 4) Ipotesi Misterica. Aristotele racconta che la tragedia derivava dal Ditirambo, un inno eroico che divenne un canto corale in onore del dio Dioniso. 
Fu Tespi, nel VI secolo a.C, a inventare la drammatizzazione e la distinzione tra il coro (gli amici dell'eroe) e l'attore (l'eroe).

Il Teatro














Attori e maschere

Tutti i ruoli erano interpretati da uomini adulti. Nelle tragedie a noi note, gli attori sono sempre due o tre, ognuno dei quali interpreta uno o più ruoli. Poteva anche capitare che un personaggio venisse interpretato da più attori a turno

Gli attori portavano una maschera, generalmente in tessuto o intagliata nel legno, che copriva il viso e gran parte della testa, compresi i capelli, mentre erano libere le aperture per gli occhi e la bocca. Le maschere variavano per l'interpretazione di ruoli diversi ricoperti dallo stesso attore e per la percezione delle emozioni espresse sul volto. La dotazione era completata da un costume ornato e dagli attributi del personaggio (lo scettro del re, la spada del guerriero ecc).

Coro
Una delle caratteristiche principali della tragedia è la distinzione, nata dal ditirambo, tra i personaggi interpretati da attori ed il coro, Formato daI coreuti (originariamente dodici, in seguito portati a quindici) che cantavano e danzavano guidati dal corifeo.
Il coro, in effetti, rappresenta un personaggio collettivo, che partecipa alla vicenda tanto quanto gli attori stessi. Nelle Eumenidi di Eschilo il coro è formato dalle terribili Erinni (che perseguitano Oreste per l'omicidio della madre), nelle Baccanti di Euripide sono invece in scena le seguaci di ioniso, nelle Trachinie, che abbiamo visto l'anno scorso, le donne di Trachis.
Le parti scritte per gli attori sono in trimetri giambici e prive di accompagnamento musicale, quelle del coro sono cantate in metri lirici e accompagnate dalla musica dell'aulos.

La rappresentazione

Era strutturata secondo uno schema rigido, costituito da: 
- prologo (da prò e logos, discorso preliminare),
- parodo, che consiste nell'entrata in scena del coro
episodi (epeisòdia) in genere tre, nei quali si sviluppa l'azione scenica vera e propria
- stasimi, intermezzi che separano gli episodi in cui il coro commenta, illustra o analizza la situazione che si sta sviluppando sulla scena.
- esodo (èxodos), o conclusione.


I nuovi spettacoli venivano rappresentati in particolari momenti dell'anno durante le feste religiose dedicate al dio Dioniso. Nell'Attica tre erano gli appuntamenti principali:




Il teatro di Dioniso ad Atene 
aveva una capienza di oltre 15.000 spettatori

Le grandi Dionisie (Marzo)
Durante le Dionisie si svolgeva una gara fra tre autori ognuno dei quali doveva presentare una tetralogia composta di tre tragedie e un dramma satiresco; ogni tetralogia veniva recitata nello stesso giorno a partire dal mattino fino al pomeriggio inoltrato, così che le rappresentazioni tragiche duravano tre giorni, Il quarto giorno era dedicato alla messa in scena di cinque commedie, che costituivano una competizione separata, riservata alle opere comiche. Alla fine dei tre giorni di gara si attribuiva un premio al miglior autore, al miglior attore e al miglior coro.

Le Lenee (Gennaio)
Anche qui le rappresentazioni avvenivano al teatro di Dioniso, ma il pubblico era esclusivamente ateniese, a causa delle condizioni climatiche invernali, avverse ai viaggi. Inizialmente alle Lenee si rappresentavano cinque commedie, poi, nel tardo V secolo, si cominciò a rappresentare anche tragedie: due autori presentavano due tragedie a testa.

Le Dionisie rurali
Erano feste che si svolgevano in inverno nei demi intorno ad Atene. Al loro interno, si facevano rappresentazioni teatrali di importanza minore. Recandosi nei vari demi, un appassionato poteva assistere a numerose rappresentazioni l'anno precedente.






I mille volti di Medea

venerdì 19 settembre 2014

La bottega dello storico: l'incoronazione di Carlo Magno





Lo Storico è lo scienziato che si occupa  di scrivere la storia degli avvenimenti che hanno coinvolto l’umanità. Come fa? Come lavora uno storico? Innanzitutto va chiarito che lo storico scrive la sua interpretazione dei fatti basandosi sulle fonti storiche. Il procedimento si articola in cinque fasi:
1. Si ricercano le fonti  2. Si analizzano le fonti e si stabilisce se sono vere o false 3. Si catalogano documenti e reperti, si determina la loro provenienza e se ne propone una datazione. 4. Si confrontano le fonti 5. Si collocano i fatti in ordine cronologico e se ne propone un'interpretazione. raccontano.
Noi non saremo veri storici, ma niente ci impedisce di adottarne i metodi. L'ano scorso avete stusiato un Fatto di quelli che si scrivono con la maiuscola: l'Incoronazione di Carlo Magno ad Imperatore. qualcuno sa raccontare come è andata (difficile, nessuno lo sa veramente cos'è successo quella volta). Volete riprendere il libro dell'anno corso. Troppo comodo e poi tanti di voi l'avranno già venduto...
Possiamo fare un lavoro più interessante e istruttivo come quello che ha raccontato Luciano Canfora, quando fu ospite del nostro Liceo due anni fa: Internet ci consente di leggere le fonti che hanno tramandato il ricordo dell'Incoronazione. Il fatto che siano in Latino... è un motivo in più per studiarcele.
Per lavorare suo documenti abbiamo bisogno di un mazzetto di Schede di catalogazione documenti

25/12/800: L'incoronazione di Carlo Magno




Adesso possiamo guardarci un bel documentario. Ma prima dei divertenti compiti di Latino: La versione Due Corone Per Due Imperatori racconta di un'altra incoronazione. Quella di Luigi/Ludovico I, detto il Pio, unico figlio sopravvissuto a Carlo.


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