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La Mandragola e il teatro nel Cinquecento




Nel Cinquecento, grazie al recupero e alla traduzione nelle diverse lingue volgari, da parte degli umanisti di numerosi testi classici greci e latini, sia testi teatrali come le commedie di Plauto e Terenzio e le tragedie di Seneca, sia opere teoriche come la Poetica di Aristotele (tradotta per la prima volta in latino dall'umanista Giorgio Valla nel 1498) il Teatro tornò ad avere un ruolo centrale nel panorama culturale italiano ed europeo

I nuovi generi furono la commedia, la tragedia, il dramma pastorale; si continuò comunque anche nella tradizione medievale della Sacra rappresentazione che ebbe numerosi esponenti anche nel corso del Rinascimento.


Per le rappresentazioni, inizialmente ospitate nei saloni e
nei giardini, nella seconda metà del secolo vengono costruiti i primi teatri di cui sono mirabili esempi: il Teatro Olimpico di Vicenza (1580) progettato dall'architetto Andrea Palladio, il primo e più antico teatro stabile coperto dell'epoca moderna. e il cosiddetto Teatro all'Antica di Sabbioneta (1590), realizzato per i Gonzaga su progetto dell'architetto vicentino Vincenzo Scamozzi 

I testi teatrali venivano ancora rappresentati da giovani dilettanti, come le Compagnie della calza dei nobili veneziani per i quali lavorarono il Ruzante e l'Aretino, e l'Accademia degli Intronati di Siena, o le Confraternite fiorentine come la Compagnia del Vangelista oppure, sempre a Firenze, compagnie di nobili dilettanti (a imitazione delle Compagnie della calza) come quella della Cazzuola e la Compagnia del Paiuolo.

Commedie 

La lista è lunga. Segnaliamo in ordine di antichità: 

Bernardo Dovizi da Bibbiena: La Calandria
Ludovico Ariosto: I suppositi, La Cassaria
Niccolò Machiavelli: La mandragola
Torquato Tasso: Intrichi d'amore
il nostro Flaminio Guarnieri: L'intrico

Tragedie e drammi pastorali

Nel Rinascimento anche il teatro tragico trovò un suo spazio; i rappresentanti più importanti della tragedia rinascimentale furono il Gian Giorgio Trissino, autore di Sofonisba (1514) e Torquato Tasso che compose tragedie di carattere mitico ed epico-pastorale, genere a metà strada fra la tragedia e la commedia e, d'ispirazione senechiana, il Torrismondo 
L'opera più rappresentativa di questo periodo, fu però un dramma pastorale: Il pastor fido (1590) di Giovan Battista Guarini

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