lunedì 29 settembre 2014

1066 La battaglia di Hastings


"Il 1066 fu un anno indimenticabile: La Dieta di Trebur riconobbe i diritti del giovane principe Enrico e nel nord Guglielmo il Bastardo confermò il nuovo agnomen sulle bianche spiagge di Hasting, a spese dell'anima miscredente di Aroldo del Wessex."

[Tapisserie de Bayeux]


Recensito il 23 agosto 2014 tramite dispositivo mobile

Una delle più belle cose che ho visto nella mia gita in Normandia. Merita assolutamente di essere visto. Un tuffo nella vita e negli usi e costumi del Medioevo. Bayeux è da visitare quantomeno per la Tapisserie. Un arazzo di 70 metri dell'XI secolo che ripercorre su tela di lino finemente ricamata in lana la conquista dell'Inghilterra da parte di Guglielmo the Bastard detto poi il Conquistatore.


Visitato a Agosto 2014



L’Arazzo di Bayeux (che in realtà è un ricamo di fili di lana tinta sopra una tela di lino) è così famoso, ma così famoso che lo conoscevamo pure noi. Ve lo ricordate il Turoldus della Chanson de Roland, vero?

Il racconto a vignette con qualche didascalia di commento risulta tanto innovativo sul piano grafico da suscitare da esso stesso l’ammirazione; eppure all’interesse dell’opera stessa bisogna aggiungere l’abbondanza di dati informativi da essa recata, sia a proposito delle vicende e dei personaggi, sia su non pochi aspetti della vita quotidiana all’epoca della conquista dell’Inghilterra capeggiata da Guglielmo il Conquistatore.

Venne realizzato verosimilmente, dietro ordine del fratellastro di Guglielmo, Odon de Conteville, allora vescovo di Bayeux per essere esposto ogni anno nella navata della cattedrale 

Innumerevoli studi sono stati dedicati ai vari aspetti dell’opera, quali la legittimità delle pretese di ognuno dei due eroi, alcuni tratti del racconto, l’identificazione dei personaggi di secondo piano, le risorse di questo "servizio" dell’XI secolo; vengono anche messi a confronto il lavoro del ricamo con quello scultoreo e miniaturistico di quell’epoca. Non manca qualche interpretazione fantasiosa, come il discutere, continuamente e poco seriamente, sull’autenticità di un’opera che comunque tiene per sé qualche segreto, come quelle misteriose scenette ricamate nel registro inferiore, fungenti da contrappunto al racconto principale.


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