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prova di analisi del testo su Cavalcanti



Noi siam le triste penne isbigottite,
le cesoiuzze e ‘l coltellin dolente (1),
ch’avemo scritto dolorosamente
quelle parole che vo’(2) avete udite.

Or vi diciam perché noi siam partite
E siam venute a voi qui di presente:
la man che ci muovea dice che sente
cose dubbiose nel core apparite;

le quali hanno distrutto sì costui
ed hannol posto sì presso a la morte
ch’altro non è rimasto che sospiri.

Or vi preghiam quanto possiam più forte
Che non sdegniate di tenerci noi,
tanto ch’un poco di pietà vi miri (3).

COMPRENSIONE DEL TESTO
1.      Che cosa chiedono alla donna gli arnesi per la scrittura?
2.      Di chi è la man che ci muovea?

ANALISI DEL TESTO
1.      Perché il poeta fa parlare direttamente i suoi strumenti per scrivere?
2.      Isolare e commentare brevemente le espressioni che esprimono dolore,
riferendole alla poetica cavalcantiana
3.      Quale immagine di donna emerge dal sonetto?

APPROFONDIMENTO
Definire la concezione dell’amore nello Stilnovo in generale e in Cavalcanti in particolare.






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Quella di Eco è una spiegazione volutamente sintetica e alla fine si ha l'impressione di non aver capito bene il senso delle ultime parole di Adso. La soluzione, ovviamente la troviamo anche su wikipedia, ma è una soluzione troppo dettagliata e tecnica e alla fine si ha l'impressione di non aver capito niente delle senso delle parole di Adso. In questi casi la cosa migliore da fare è controllare la fonte. Pazienza se è in latino.
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