sabato 24 gennaio 2015

Bonifacio VIII e Fra Dolcino


Ne avevamo già parlato l'anno scorso riguardo a Rosa fresca aulentissima, ma repetere iuvat. Ricordatevi che non è una lezione di storia,  quella che vedremo è la scena di un'opera teatrale.


L'opera si intitola Mistero Buffo ed è valsa all'autore-attore, Dario Fo, il Premio Nobel per la letteratura.
In Mister buffo Fo vuole ricordare che alla base del teatro e di altre arti c'è un fondamentale apporto della cultura popolare, che spesso è taciuto, sottovalutato, se non addirittura negato dalla cultura ufficiale. Al centro c'è la figura del giullare, artista non implicato con il potere che, attraverso il grottesco, denuncia i torti e le storture della verità. Dario Fo, che come un giullare occupa da solo la scena, esponendo poesie, raccontando leggende e drammi religiosi (per lo più inventati) pone l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri medievali riletti in chiave buffonesca.
Il racconto di Bonifacio VIII e Fra Dolcino è straordinariamente efficace ed è il modo per cogliere 3 contenuti: la natura di un contrasto medievale, l'opera del più grande scrittore di teatro italiano del secondo Novecento e un veritiero spaccato dell'Italia e della politica italiana (negli anni 70-80...)

nota: il Mistero buffo è uno spettacolo teatrale e Dario Fo è una autore. (non si vince il Nobel per la letteratura se si è solo attori) Eppure quanta confusione su quest'opera: In rete ho visto professori prendere per oro colato la spiegazione di Fo; altri ne ho visto altri scagliarsi contro il drammaturgo milanese accusandolo di essersi impropriamente improvvisato filologo (cioè studioso di testi antichi). In questo che è uno dei capitoli più divertenti del Mistero buffo Fo, non spiega un testo antico, ma prende spunto da esso per fare una satira contro il potere e il controllo della cultura


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