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Bonifacio VIII e Fra Dolcino nel teatro di narrazone di Dario Fo


Ne avevamo già parlato l'anno scorso riguardo a Rosa fresca aulentissima, ma repetere iuvat. Ricordatevi che non è una lezione di storia,  quella che vedremo è la scena di un'opera teatrale.
«E arriviamo a Bonifacio VIII, il papa del tempo di Dante. Dante lo conosceva bene: lo odiava al punto che lo mise all’inferno prima ancora che fosse morto. Un altro che lo odiava, ma in maniera un po’ diversa, era il frate francescano Jacopone da Todi, pauperista evangelico, un estremista, diremmo oggi. Era legato a tutto il movimento dei contadini poveri, soprattutto della sua zona, al punto che, in spregio alle leggi di prevaricazione imposte da Bonifacio VIIl, che era una bella razza di rapinatore, aveva gridato in un suo canto: «Ah! Bonifax, che come putta hai traito la Ecclesia!»


L'opera della citazione si intitola Mistero Buffo ed è valsa all'autore-attore, Dario Fo, il Premio Nobel per la letteratura.
In Mister buffo Fo vuole ricordare che alla base del teatro e di altre arti c'è un fondamentale apporto della cultura popolare, che spesso è taciuto, sottovalutato, se non addirittura negato dalla cultura ufficiale. Al centro c'è la figura del giullare, l'artista non implicato con il potere che, attraverso il grottesco, denuncia i torti e le storture della verità. Dario Fo, che come un giullare occupa da solo la scena, esponendo poesie, raccontando leggende e drammi religiosi (per lo più inventati) pone l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli.

Il titolo "Mistero buffo", fa  riferimento ai Misteri medievali riletti in chiave buffonesca.
Il racconto di Bonifacio VIII e Fra Dolcino è straordinariamente efficace ed è il modo per cogliere tre contenuti: la natura di un contrasto medievale, l'opera del più grande scrittore di teatro italiano del secondo Novecento e un veritiero spaccato dell'Italia e della politica italiana (negli anni 70-80...)

nota: il Mistero buffo è uno spettacolo teatrale e Dario Fo è un autore. (non si vince il Nobel per la letteratura se si è solo attori) Eppure quanta confusione su quest'opera: In rete ho visto professori prendere per oro colato la spiegazione di Fo; altri ne ho visto altri scagliarsi contro il drammaturgo milanese accusandolo di essersi impropriamente improvvisato filologo (cioè studioso di testi antichi). In questo che è uno dei capitoli più divertenti del Mistero buffo Fo, non spiega un testo antico, ma prende spunto da esso per fare una satira contro il potere e il controllo della cultura.
Insomma tendiamo a dimenticare che il Mistero Buffo è un'opera di finzione, non è un manuale di storia né di letteratura. 

Per non correre il rischio di confondere realtà storica e finzione appuntatevi queste cinque domande prima di vedere l'attore all'opera, poi cercate a casa le risposte, poi... andate a vedervi questo post su Jacopone (apparirà on line da oggi pomeriggio)



  • Esiste il Monte Rubello?
  • Non c'è niente sui libri di scuola?
  • Fra Dolcino era un socialista?
  • Jacopone difendeva Cortona?
  • Giovanni XXI o XXII ha completato l'opera di Bonifacio VIII?









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