lunedì 12 novembre 2012

lezione 5 - Sulla fisicità delle parole

La poesia è un paio d'occhiali
"Questo è il mio modo di sentire le cose, non è una verità, ma è un modo di sentire le cose: io le sento, le cose, in tal modo. Io non vi dico che sia tale la verità, ma sento così: sento che a un certo momento – e tutta la mia poesia è un modo platonico di sentire le cose, ed essa ha del resto due maestri nel campo dello spirito, da una parte Platone e i Platonici, e dall’altra Bergson: sono i due maestri che mi hanno sempre accompagnato quando io ho dovuto pensare. Insomma come diceva Platone noi non conosciamo le idee, noi abbiamo reminiscenze, ricordi, echi di idee.(pagina 560 –561)."

FINALE
Più non muggisce, non sussurra il mare,
Il mare.
Senza i sogni, incolore campo è il mare,
Il mare.
Fa pietà anche il mare,
Il mare.
Muovono nuvole irriflesse il mare,
Il mare.
Ai fumi tristi cedé il letto il mare,
Il mare.
Morto è anche lui, vedi, il mare,
Il mare.


La raccolta, pubblicata nel 1950, raccoglie tutti i frammenti sparsi dal 1936, un lavoro piùvolte fu interrotto e ripreso, anche perché negli stessi anni il poeta scriveva la raccolta "Il Dolore"
Vi sono i temi principali dell'aurora, del ritorno allo stato edenico, della morte e del nulla che apparivano in "Sentimento del tempo"
Scrive lo stesso Ungaretti leggiamo: "...c'è il senso della morte, ma c'è la mente che la riscatta... conoscermi momento per momento... e sentirmi impietrito in questa morte... riflessioni del risorgere... ciò che è stato, è stato per sempre, è divenuto patrimonio della mente".

Nessun commento:

Posta un commento