mercoledì 12 ottobre 2011

Dante on line


Di Dante non è rimasto nessun autografo. Non solo non esiste il manoscritto originale della Commedia (che, probabilmente, nemmeno è mai esistito per l'opera completa) ma nemmeno quello delle sue opere latine o volgari, nemmeno di una sua lettera, di una firma che possa farlo identificare. 


In compenso la Commedia ebbe una grandissima diffusione e, come testimonia Sacchetti, le prime cantiche ebbero diffusione capillare già quando Dante era in vita. Con i suoi quasi 800 manoscritti arrivati sino a noi la Commedia è seconda soltanto alla Bibbia.
Tale diffusione fu resa possibile da un’ampia produzione di codici redatti da numerosi copisti, alcuni famosi, come ad esempio Giovanni Boccaccio, altri semplici lavoranti nelle botteghe che producevano manoscritti nel ’300 e nel ’400; questo, se da un lato ha facilitato la conoscenza dell’opera in tutta la penisola e oltre, dall’altro ha inevitabilmente portato alla rapida corruzione del testo, impedendo di risalire con sicurezza all’originale.

L’avvento dell’informatica apre però nuove prospettive. La Società Dantesca Italiana nel sito Danteonline.it ha dedicato una sezione del sito alla traslitterazione e alla fotoriproduzione integrale dei manoscritti danteschi in formato digitale, riunendo. 
in un’unica Biblioteca virtuale, i codici dispersi nelle Biblioteche di tutto il mondo.

i manoscritti più interessanti sono:
CODEX CORTONENSIS di proprietà della Biblioteca Comunale e dell'Accademia Etrusca di Cortona.
CODEX RICCIARDIANO 1005 con il commento di Jacopo della Lana, della Biblioteca Ricciardiana di Firenze.
CODEX RICCIARDIANO 1035 che fu copiato da Boccaccio in persona e contiene illustrazioni di pugno del poeta di Certaldo.
CODEX RICCIARDIANO 1115, interessante perché leggibilissimo.
CODEX STROZZI 152,  della Biblioteca Ricciardiana di Firenze, celebre per le sue miniature.

Sempre dal sito danteonline.it  raccomandiamo la biografia multimediale di Dante.

Nessun commento:

Posta un commento