lunedì 6 maggio 2013

occhio, non è un lezione di filologia italiana, è il passo di un'opera teatrale.
L'opera si intitola Mistero Buffo e è valsa all'autore-attore, Dario Fo, il Premio Nobel per la letteratura.
In Mister buffo Fo vuole ricordare che alla base del teatro e di altre arti c'è un fondamentale apporto della cultura popolare, che spesso è taciuto, sottovalutato, se non addirittura negato dalla cultura ufficiale. Al centro c'è la figura del giullare, artista non implicato con il potere che, attraverso il grottesco, denuncia i torti e le storture della verità. Dario Fo, che come ungiullare occupa da solo la scena, esponendo poesie, raccontando leggende e drammi religiosi (per lo più inventati)pone l'accento sulla mistificazione degli avvenimenti storici e letterari nel corso dei secoli. Per questo motivo l'opera prende il nome di "Mistero buffo", in riferimento ai Misteri medievali riletti in chiave buffonesca.
Il racconto di Rosa fresca è straordinariamente efficace ed è il modo per cogliere 3 contenyuti: la natura di un contrasto medievale, l'opera del più grande scrittore di teatro italiano del secondo Novecento e un veritiero spaccato della pratica didattica della scuola italiana (negli anni 70-80...)

qui trovate un acommento
http://digilander.libero.it/marcellotartaglia/Cielodalcamo.html

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