lunedì 14 maggio 2012

La prigionia di Ugolino


Nella Nuova cronaca di Giovanni Villani, grande storico fiorentino contemporaneo di Dante Alighieri, diverse rubriche sono dedicate al tradimento e alla punizione del Conte Ugolino ve ne propongo un paio:

CXXI, «Negli anni di Cristo MCCLXXXVIII, del mese di luglio, essendo criata in Pisa grande divisione e sette per cagione della signoria, che dell’una era capo il giudice Nino di Gallura di Visconti con certi Guelfi e l’altro era il conte Ugolino de’ Gherardeschi coll’altra parte de’ Guelfi, e l’altro era l’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini co’ Lanfranchi, e Gualandi, e Sismondi, con altre case ghibelline, il detto conte Ugolino per essere signore s’accostò coll’arcivescovo e sua parte, e tradì il giudice Nino, non guardando che fosse suo nipote figliuolo della figliuola, e ordinarono che fosse cacciato di Pisa co’ suoi seguaci, o preso in persona». […]
CXXVIII «Di questa crudeltà furono i Pisani per lo universo mondo, ove si seppe, forte biasimati, non tanto per lo conte, che per gli suoi difetti e tradimenti era per avventura degno di sì fatta morte, ma per gli figliuoli e nipoti, che erano giovani garzoni e innocenti».

[G.VILLANI, Nuova Cronica, Tomo Primo, Libro Ottavo, Parte Seconda, edizione critica a cura di G. Porta, 3 voll., Fondazione Pietro Bembo, Guanda Editore, 1991.]



Potete cercare ancora su Villani, ma c'è una strada più breve: tutto quello che si può sapere sulla vera storia della prigionia del Conte Ugolino lo trotave in questo articolo di A. M. Iacopino. Usatelo per chiarirvi le idee prima dell'ultima revisione delle vostre ricerche

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