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Lezione V: Primi testi in volgare

Atti del Concilio di Tours Voluto da Carlo Magno, si tenne nell'anno 813 a Tours ed è considerato l'atto ufficiale di nascita delle lingue romanze . Durante i lavori conciliari i vescovi presero atto delle autonomie linguistiche neolatine, le lingue volgari, e ricorsero alla prima attestazione del termine romana (romana lingua, da cui il termine "romanza" nel senso di lingua derivata dal latino) per riferirsi alla lingua comunemente parlata all'epoca in Gallia, in opposizione alla lingua germanica parlata dai Franchi invasori. In definitiva, il Concilio stabilisce che la predicazione debba avvenire in RUSTICAM ROMANAM LINGUAM (i volgari romanzi ) ed in AUT THIOTISCAM (le lingue germaniche ). Giuramenti di Strasburgo Ludovico (in volgare romanzo francese): Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun salvament, d'ist di in avant, in quanto Deus savir et podir me dunat, si salvarai eo cist meon fradre Karlo et in aiudha et in cadhuna cosa, s...

Lezione III - Particolarismo

In questa lezione ci proponiamo di fare un'analisi della mentalità medievale. Faremo un elenco di parole chiave e di concetti per interpretare un periodo profondamente diverso dalla nostra età. Ritengo che due concetti base per interpretare il Medioevo siano quelli ben distinti, ma, tra loro, strettamente legati di: Particolarismo e Immobilismo.  Il secondo (a cui sono connessi i concetti di mentalità dogmatica e di conseguenza di quello Allegorismo, il Principio di Auctoritas, la visione provvidenziale della Storia..... ) è ben rappresentato la poema di Adalberone di Laon che abbiamo già esaminato. Il Particolarismo lo abbiamo esaminato a partire dalle rubriche del Codice Bavaro (dal quale ben si vedono i concetti di poteri multiplila, mancanza di senso della Storia e isolamento) PARTICOLARISMO è l'esasperata polverizzazione del potere centrale Re e Città perdono il controllo del territorio. Teoricamente L'Europa è organizzata così: - Contee , govern...

Lezione II - L'occhio allegorico

Con ciò sia cosa che li nomi seguitino le nominate cose, sì come è scritto: «Nomina sunt consequentia rerum» Dante Alighieri, Vita Nuova, XIII, 4: Leggendo Adalberone ci siamo accorti che nel Medioevo era diffusa una mentalità che preferiva giustificare il mondo più che a spiegarlo. Adalberone è pienamente consapevole delle "inuguaglianze" e delle ingiustizie del mondo, ma le accetta senza battere ciglio. Non abbiamo rilevato un desiderio di progresso, anzi il Progresso era considerato un disvalore, perché metteva in crisi una stabilità che si riteneva impostata da Dio. Questa impostazione culturale si è frutto di una mentalità dogmatica: poiché la creazione e quindi la condizione dell'uomo derivano da Dio esse non possono che essere giuste. Soltanto sapendo guardare al di là della superficie delle cose si può capire la volontà divina. La visione magico-allegorica del mondo o, per dirla con una definizione di Ezio Raimondi l'Occhio allegorico, è la conseguenza di que...

Lezione II - La società immobile

I seguenti versi sono tratti da un poema di 434 esametri latini che il vescovo di Laon Adalberone  inviò a Re Roberto II di Francia nel 1025, in occasione della sua elezione al trono. Hermann Grosser spiega che: "nel testo va anzitutto notata la coesistenza di due enunciazioni contrastanti: l'eguaglianza di tutti gli uomini e, nel contempo, le loro differenze.  Le quali sono di due tipi: anzitutto una differenza di condizione fra servo e signore e poi  una differenza di ordine : coloro che pregano (oratores), coloro che combattono (bellatores), coloro che faticano (laboratores).  L'autore non spiega come possa sussistere questo contrasto, che però è modellato sulla coesistenza di una e di tre persone in Dio, cioè sul dogma della Trinità: l'origine religiosa, sacrale dell'immagine trinitaria lo esime da ogni spiegazione.  E d'altra parte modellare la società secondo uno schema teologico - la Trinità appunto - è per lui e per tanti altri teorici medievali la...

Lezione I: Eccellenza, io vi domando...(da La città delle frottole - delle fonti e della storiografia)

la città delle frottole - delle fonti e della storiografia: Eccellenza, io vi domando... : Oggi leggeremo qualche rubrica del Breviarium Ecclesiae Ravennatis (Codice Bavaro), secoli VII-X. Il cosiddetto Codice Bavaro, ravennate, ma conservato presso la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, e accessibile ai curiosi di tutto il mondo in  versione digitale , è una delle fonti più importanti per lo studio della nostra storia nell'Alto Medioevo.... [ per saperne di più ] [ stampa la versione cartacea ]

La bottega dello storico: l'incoronazione di Carlo Magno

Lo Storico è lo scienziato che si occupa  di scrivere la storia degli avvenimenti che hanno coinvolto l’umanità. Come fa? Come lavora uno storico? Innanzitutto va chiarito che lo storico scrive la sua interpretazione dei fatti basandosi sulle fonti storiche. Il procedimento si articola in cinque fasi: 1. Si ricercano le fonti  2. Si analizzano le fonti e si stabilisce se sono vere o false 3. Si catalogano documenti e reperti, si determina la loro provenienza e se ne propone una datazione. 4. Si confrontano le fonti 5. Si collocano i fatti in ordine cronologico e se ne propone un'interpretazione. raccontano. Noi non saremo veri storici, ma niente ci impedisce di adottarne i metodi. L'ano scorso avete stusiato un Fatto di quelli che si scrivono con la maiuscola: l'Incoronazione di Carlo Magno ad Imperatore. qualcuno sa raccontare come è andata (difficile, nessuno lo sa veramente cos'è successo quella volta). Volete riprendere il libro dell'anno corso. Tr...

Chanson de Roland per punti chiave

LE CHANSON DE GESTE Le Chanson de Geste, furono scritte in lingua d'Oil a partire dall'XI secolo, raccontano imprese militari. Esistono 3 grandi cicli: di Carlo, di Guglielmo d'Orange, dei vassalli ribelli. LA CHANSON DE ROLAND La Chanson de Roland è la più antica e la più famosa dell Chanson de Geste 291 lasse  assonanzate (da 5 a 35 versi) decasillabo a cesura minore 4/6 o a maiore 6/4 INTRECCIO I parte dall'incontro di Carlo con i 12 pari a Roncisvalle. E' la parte più famosa II parte: dall'arrivo dei rinforzi di Marsilio al duello finale Carlo vs. Baligante. E' la parte più "crociata" La morte di Roland divide l'intreccio in due. v 4002 ci falt la geste que Turoldus declinet LA STORIA DIETRO LA STORIA Gli Annales ufficiali ( Annales laureshamenses    e mettenses ) non dicono nulla di Roncisvalle e sono molto sommari con la spedizione in Spagna. Solo gli Annales Pseud...