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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alto Medioevo

Cluny

 “Dovendo la grazia della carità apostolica sovvenire alle richieste e bisogni di tutti i fedeli, molto di più la Madre Chiesa romana deve far condividere la sua clemenza nei confronti dei figli specialissimi che essa si compiace di avere. Fra questi, la congregazione cluniacense, pienamente impregnata del carisma divino, brilla come un altro sole sulla Terra ed è per questo che risulta particolarmente opportuno di attribuirgli la parola a suo tempo pronunciata da Dio: Voi siete la luce del Mondo”. Lettera di Papa Urbano II all'abate Ugo di Cluny   (9 gennaio 1097) La fondazione e il documento di fondazione da  Gentileschi.it Fu probabilmente la posizione geografica della nuova abbazia a contribuire al suo straordinario sviluppo; compresa entro i confini del Regno di Francia stabiliti dal trattato di Verdun (843) Cluny era vicinissima alle città di Chalon, Tournus e di Macon situate lungo il fiume Saone importanti centri commerciali. Cluny deve, i...

1066 La battaglia di Hastings

"Il 1066 fu un anno indimenticabile: La Dieta di Trebur riconobbe i diritti del giovane principe Enrico e nel nord Guglielmo il Bastardo confermò il nuovo agnomen sulle bianche spiagge di Hasting, a spese dell'anima miscredente di Aroldo del Wessex." [ Consitutio de feudis ] [ Tapisserie de Bayeux ] L’Arazzo di Bayeux (che in realtà è un ricamo di fili di lana tinta sopra una tela di lino) è così famoso, ma così famoso che lo conoscevamo pure noi. Ve lo ricordate il Turoldus della Chanson de Roland, vero? E' un documento storico unico: narra i principali episodi che hanno permesso al duca di Normandia, Guglielmo detto il Bastardo (in quanto figlio naturale del duca Roberto e della figlia di un conciatore di pelli) di conquistare il trono d’Inghilterra e di diventare Guglielmo il Conquistatore. Racconta gli eventi dal 1064 al 1066, anno della decisiva battaglia di Hastings, e per farlo mette in scena 623 persone, 505 animali di specie differe...

Lezione IV Principio di Auctoritas

Una lezione con molti "ismi". Perdonate me per la lungaggine e per il copia-incolla: sono le pagine del libro di testo adottato dai vostri colleghi di Scienze Umane, il più adottato degli anni Duemila: Dal testo alla storia dalla storia al testo . (Baldi - Giusso - Razetti - Zaccaria) IL PRINCIPIO DI AUCTORITAS  L'ordine del creato, in quanto provvidenziale e voluto da Dio, è ritenuto perfetto e immutabile. Nella mentalità comune non vi è l'impulso a trasformare, a rinnovare continuamente istituzioni, rapporti sociali, modi di produzione, idee, che caratterizza il nostro mondo moderno. La mentalità comune non era attrezzata a pensare la trasformazione, non la concepiva e non l'avvertiva. Non considerava originalità e progresso come valori. Si riteneva che la verità fosse data una volta per tutte, consegnata definitivamente alla rivelazione delle sacre scritture e all'auctoritas dei grandi pensatori, dei teologici cristiani come dei filosofi ant...

Lezione V: Primi testi in volgare

Atti del Concilio di Tours Voluto da Carlo Magno, si tenne nell'anno 813 a Tours ed è considerato l'atto ufficiale di nascita delle lingue romanze . Durante i lavori conciliari i vescovi presero atto delle autonomie linguistiche neolatine, le lingue volgari, e ricorsero alla prima attestazione del termine romana (romana lingua, da cui il termine "romanza" nel senso di lingua derivata dal latino) per riferirsi alla lingua comunemente parlata all'epoca in Gallia, in opposizione alla lingua germanica parlata dai Franchi invasori. In definitiva, il Concilio stabilisce che la predicazione debba avvenire in RUSTICAM ROMANAM LINGUAM (i volgari romanzi ) ed in AUT THIOTISCAM (le lingue germaniche ). Giuramenti di Strasburgo Ludovico (in volgare romanzo francese): Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun salvament, d'ist di in avant, in quanto Deus savir et podir me dunat, si salvarai eo cist meon fradre Karlo et in aiudha et in cadhuna cosa, s...

Lezione III - Particolarismo

In questa lezione ci proponiamo di fare un'analisi della mentalità medievale. Faremo un elenco di parole chiave e di concetti per interpretare un periodo profondamente diverso dalla nostra età. Ritengo che due concetti base per interpretare il Medioevo siano quelli ben distinti, ma, tra loro, strettamente legati di: Particolarismo e Immobilismo.  Il secondo (a cui sono connessi i concetti di mentalità dogmatica e di conseguenza di quello Allegorismo, il Principio di Auctoritas, la visione provvidenziale della Storia..... ) è ben rappresentato la poema di Adalberone di Laon che abbiamo già esaminato. Il Particolarismo lo abbiamo esaminato a partire dalle rubriche del Codice Bavaro (dal quale ben si vedono i concetti di poteri multiplila, mancanza di senso della Storia e isolamento) PARTICOLARISMO è l'esasperata polverizzazione del potere centrale Re e Città perdono il controllo del territorio. Teoricamente L'Europa è organizzata così: - Contee , govern...

Lezione II - L'occhio allegorico

Con ciò sia cosa che li nomi seguitino le nominate cose, sì come è scritto: «Nomina sunt consequentia rerum» Dante Alighieri, Vita Nuova, XIII, 4: Leggendo Adalberone ci siamo accorti che nel Medioevo era diffusa una mentalità che preferiva giustificare il mondo più che a spiegarlo. Adalberone è pienamente consapevole delle "inuguaglianze" e delle ingiustizie del mondo, ma le accetta senza battere ciglio. Non abbiamo rilevato un desiderio di progresso, anzi il Progresso era considerato un disvalore, perché metteva in crisi una stabilità che si riteneva impostata da Dio. Questa impostazione culturale si è frutto di una mentalità dogmatica: poiché la creazione e quindi la condizione dell'uomo derivano da Dio esse non possono che essere giuste. Soltanto sapendo guardare al di là della superficie delle cose si può capire la volontà divina. La visione magico-allegorica del mondo o, per dirla con una definizione di Ezio Raimondi l'Occhio allegorico, è la conseguenza di que...

Esercitazione: Analisi di testi allegorici

Ugo di San Vittore 1096-1141 De tribus diebus , cap. IV (trad. di S. Vanni Rovighi, Marzorati, Milano 1973) All’inizio della sua opera  De tribus diebus , Ugo di S. Vittore sviluppa un breve trattato di teologia naturale, sostenendo che le creature mostrano un rimando al loro Creatore mediante il loro appello estetico, che si riconosce in quattro modi: nella posizione, nel movimento, nell’aspetto e nella qualità. Riportiamo un brano che si riferisce alla discussione del primo modo, quello della bellezza manifestata nella disposizione delle cose. Lo stile di Ugo di s. Vittore precorre quello delle argomentazioni che si svilupperanno in epoca moderna, nell’apologetica del Seicento e del Settecento, e paiono in qualche modo esserne stata una delle fonti di ispirazione. E ancora: «  Mi hai allietato con le tue creature ed esulto guardando l'opera delle tue mani. Quanto sono magnifiche le tue opere, Signore! E come sono troppo profondi i tuoi pensieri! L'insipiente non...

Lezione III - L'occhio allegorico

Leggendo Adalberone ci siamo accorti che nel Medioevo era diffusa una mentalità che preferiva giustificare il mondo più che a spiegarlo. Adalberone è pienamente consapevole delle "inuguaglianze" e delle ingiustizie del mondo, ma le accetta senza battere ciglio. Non abbiamo rilevato un desiderio di progresso, anzi il Progresso era considerato un disvalore, perché metteva in crisi una stabilità che si riteneva impostata da Dio. Questa impostazione culturale si è frutto di una mentalità dogmatica: poiché la creazione e quindi la condizione dell'uomo derivano da Dio esse non possono che essere giuste. Soltanto sapendo guardare al di là della superficie delle cose si può capire la volontà divina. La visione magico-allegorica del mondo o, per dirla con una definizione di Ezio Raimondi l'Occhio allegorico, è la conseguenza di questa mentalità e della visione cristiana. I testi fondamentali per capire l'Occhio allegorico sono: Le interpretazioni allegoriche delle Sa...

Lezione II - La società immobile

I seguenti versi sono tratti da un poema di 434 esametri latini che il vescovo di Laon Adalberone  inviò a Re Roberto II di Francia nel 1025, in occasione della sua elezione al trono. Hermann Grosser spiega che: "nel testo va anzitutto notata la coesistenza di due enunciazioni contrastanti: l'eguaglianza di tutti gli uomini e, nel contempo, le loro differenze.  Le quali sono di due tipi: anzitutto una differenza di condizione fra servo e signore e poi  una differenza di ordine : coloro che pregano (oratores), coloro che combattono (bellatores), coloro che faticano (laboratores).  L'autore non spiega come possa sussistere questo contrasto, che però è modellato sulla coesistenza di una e di tre persone in Dio, cioè sul dogma della Trinità: l'origine religiosa, sacrale dell'immagine trinitaria lo esime da ogni spiegazione.  E d'altra parte modellare la società secondo uno schema teologico - la Trinità appunto - è per lui e per tanti altri teorici medievali la...

Lezione I: Eccellenza, io vi domando...(da La città delle frottole - delle fonti e della storiografia)

la città delle frottole - delle fonti e della storiografia: Eccellenza, io vi domando... : Oggi leggeremo qualche rubrica del Breviarium Ecclesiae Ravennatis (Codice Bavaro), secoli VII-X. Il cosiddetto Codice Bavaro, ravennate, ma conservato presso la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, e accessibile ai curiosi di tutto il mondo in  versione digitale , è una delle fonti più importanti per lo studio della nostra storia nell'Alto Medioevo.... [ per saperne di più ] [ stampa la versione cartacea ]

Cosa vuol dire: "Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus"

La soluzione, la dà lo stesso Umberto Eco nelle "Postille a Il nome della rosa ": «Bernardo varia sul tema dell' ubi sunt (da cui poi il mais où sont les neiges d'antan di François Villon ) salvo che Bernardo aggiunge al topos corrente (i grandi di un tempo, le città famose, le belle principesse, tutto svanisce nel nulla) l'idea che di tutte queste cose scomparse ci rimangono puri nomi». Quella di Eco è una spiegazione volutamente sintetica e alla fine si ha l'impressione di non aver capito bene il senso delle ultime parole di Adso. La soluzione, ovviamente la troviamo anche su wikipedia , ma è una soluzione troppo dettagliata e tecnica e alla fine si ha l'impressione di non aver capito niente delle senso delle parole di Adso. In questi casi la cosa migliore da fare è controllare la fonte. Pazienza se è in latino. Caesar et nudus es et prope nullus es; O ferus ille! Nunc ubi Marius atque Fabricius, inscius auri? Mors ubi nobilis et mem...